Caro Da Empoli & staff più o meno culturale dell'assessorato, partite male, siamo a Firenze, non a New York. Con la Vostra pagina in inglese mandate un messaggio che può essere letto così: "Fiorentini, non ci rompete i c.... con la tradizione, il vernacolo, la poesia, la musica ecc. ecc. della nostra città; noi, eletti della giunta PD siamo globali, siamo i nuovi mandarini della civiltà futura e, come ha detto tempo fa il nostro Presidente, Maestro e Dio Padre Onnipotente Cav. Dott. On. Berlusca, bisogna parlare solo inglese, chi non lo capisce si arrangi. Il vernacolo fiorentino è lingua da trippai, la musica popolare toscana è roba da contadini anni cinquanta, l'ottava rima andava bene al tempo delle Feste dell'Unità che finalmente abbiamo abolito. Ora abbiamo i bar camp (che c.... sono?), le pages uploaded, front page, i link, i punk, i tags, i dolor di corp... "
Comunque nonostante il Vostro disprezzo per la storia, la poesia, l'arte e la tradizione popolare noi ci siamo e continueremo ad esserci, a cantare, a contrastare in ottava rima, a recitare in vernacolo fiorentino. La nostra attività, i nostri progetti, i nostri spettacoli li porteremo avanti comunque, anche se il danaro pubblico proveniente dalle nostre tasse (noi le paghiamo) continua ad essere utilizzato per i Vostri fantasmagorici progetti.
A proposito, abbiamo letto che verrà finalmente realizzata la tettoia di Isozzachi, Vi alleghiamo un nostro scherzo in ottava rima scritto alcuni anni fa, con i nostri ossequi Alessandro Bencista', presidente del Centro Studi Tradizioni Popolari Toscane e direttore della rivista TOSCANA FOLK (www.toscanafolk.it)
CONTRASTO NUOVISSIMO FRA UN CRITICO IN DISGRAZIA
E UN ARCHI-TETTOIE* GIAPPONESE
Critico
Venni a Firenze pe’ combinazione
a vedere i’ progetto degli Uffizi
‘ fiorentini ‘un li perdan certi vizi.
Così steso sembrava un ombrellone
più che un tetto pareva una tettoia
o uno stalletto per copri’ la troia.
Archi-tettoie
La mi’ mamma ‘un l’offender, mondo boia!
Ho lavorato sodo pe’ sei mesi
un’offesa così la non s’ingoia
ti si denuncia perché tu c’ha’ offesi,
tanto oramai mi se’ venuto a noia
‘un si tratta così co’ giapponesi.
Tu t’approfitti d’essere a i’ governo
ti mandasse i’ cimurro i’ Padreterno!
Critico
Tu vo’ fare una serra pe’ l’inverno,
e’ fiorentini l’han capito a i’ volo
se un tu cambi sistema te l’esterno
questo unn’ è posto pe’ secca’ i’ giaggiolo.
A i’ lotto tu l’ha’ bell’ e vinto un terno
co’ i’ tira’ su codesto muricciòlo
loro fanno le loggie n’un istante
senza fassi aiuta’ da i’ sollevante.
Archi-tettoie
Di bischerate n’ho sentite tante!
Noi vi s’è fatto fare un aeroporto,
vu’ ce l’avete fatto galleggiante,
Piano, Piano s’è speso anche dimorto.
E me vu’ mi trattate da ‘gnorante,
mi volete frega’, mi sono accorto,
scommetto tu c’ha’ ‘n tasca una gran busta
da consegnare alla persona giusta.
Critico
Pe’ quelli come te ci vol la frusta,
s’è scoperto t’ha’ detto agli assessori:
- D’attirare i’ turismo è che vi gusta
speciarmente se vengano di fori;
Qui a Firenze la cosa la s’aggiusta
meglio sian gialli che d’altri colori,
meglio pochi che spendono, che tanti
che vanno ‘n chiesa e no ne’ ristoranti.
Archi-tettoie
Ma chi ti c’ha portato qui davanti?
Se non capisci l’arte giapponese
fatti dare tre dosi di purganti
da chi ti paga tutte queste spese.
In giro non si vede che briganti
vengan tutti a succhiare il bel paese,
l’architetto che piace a Berlusconi
e c’ha lo stile ma nun c’ha ‘ coglioni.
Critico
Te proprio co’ i’ cervello ‘un tu ragioni
si sente ti s’è guasto una rotella
t’ha dato poco ossigeno a’ pormoni
o t’ha mangiato troppa panzanella.
Te ‘ fiorentini ‘un tu me li canzoni
con codesta capanna da fastella,
ora che m’hanno fatto deputato
agl’Uffizi ci fo un supermercato.
Archi-tettoie
I’ tu’ cervello gl’è proprio bacato
d’arte moderna ‘un tu capisci niente,
si vede t’hanno troppo imbezzicato
oppure t’è scaduta la patente.
Io quest’esame l’ho già superato
anche ‘n trasferta, qui nell’Occidente.
Fatti vedere a giro ni’ Giappone
ti si piglia a pedate ni’ groppone.
Critico e archi-tettoie alternandosi
Crit. - Sarà meglio che tu vada ‘n pensione
Arch. - E m’hanno offerto un posto a i’ Gagghenai
Crit. - Fammi sape’ ch’ c’era ‘n commissione
Arch. - Te certi posti ‘un tu gl’ha’ visti mai
Crit. - T’hanno comprato a prezzo d’occasione
Arch. - Ti ci porto un attr’anno co’ i’ tranvai.
Crit. - Fammi sparire la tu’ pensilina
la mi sembra un riparo da latrina.
Archi-tettoie e critico alternandosi
Arch. - Torna sull’aia a spande’ la buina!
Crit. - Ma ‘un tu c’ha’ ma’ pensato a i’ carachiri?
Arch. - Fanno arrota’ pe’ te la ghigliottina
Crit. - Gl’è bene che d’intorno ‘un tu mi giri
Arch. - Speriamo ‘un tu ti svegli domattina
Crit. - Tanto dalla tu’ parte ‘un tu mi tiri
Arch. - Fra un par d’anni ti manderò l’invito
* Sono così chiamati, nel gergo tecnico dei manuali di edificazione muraria civile e religiosa, i progettisti di strutture a copertura multipla estesa, ispirate all’arco e alla tettoia, opera quest’ultima prevalentemente diffusa nella piana a ovest di Firenze ed utilizzata in passato come rifugio occasionale di mandrie allo stato brado munite di biglietto multiplo per abbeveratoi pubblici e privati. L’uso della voce tecnica di origine agro-pastorale si è poi esteso anche agli edifici urbani, in particolare uffici pubblici e musei, non disdegnando i grandi spazi aperti delle piazze dove i rozzi architetti di un oscuro medioevo una volta innalzavano le banali logge con volta a crociera.