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Saved by Andrew Ferrrara
on September 19, 2009 at 3:47:36 am
 

 

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Un documento di respiro, altamente necessario per porre un punto fermo. Ottima piattaforma di discussione se i presupposti di apertura verranno mantenuti. Personalmente mi ritengo molto soddisfatto dall'impostazione e dai punti centrali, anche se poi ci sono dettagli la cui implementazione specifica non è chiara e sui quali ci sarà dunque tempo per discutere. Mi pare interessante riportare qui di sotto 5 punti che facevano parte di una mia lettera aperta al vicesindaco Dario Nardella del 1 Giugno 2009, dunque prima che fosse eletto, ed era dato come Assessore alla Cultura in pectore. Impressionante la convergenza di vedute, a posteriori..

 

Estratto dalla lettera aperta al Vicesindaco Nardella del 01.06.2009

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1. Come mai pure avendo un indubbio vantaggio di partenza rispetto ad altre città, Firenze non riesce ad attrarre, come ad es. riesce a città tipo Berlino, Parigi, Barcellona, Stoccolma, Zurigo, Vienna artisti internazionali che scelgano di venire a lavorare più o meno stabilmente  tra le sue mura ?

2. Piuttosto che continuare a costruire white-boxes che comunque non riescono ad attrarre sufficienti visitatori perché manca una cultura dell’arte contemporanea nel pubblico, non sarebbe più utile impegnare risorse nel pensare a residenze per gli artisti, offrire loro delle commissioni, indire concorsi d’arte (il tutto a livello internazionale) in modo da attrarre idee e capacità a Firenze e qui costruire un humus di cui poi anche gli artisti fiorentini (giovani e non) e i cittadini  stessi potrebbero usufruire ?

3. In che modo pensa (nel caso pensi sia utile) di sostenere la diffusione di ciò che verrebbe in tal modo prodotto a Firenze a livello internazionale ? Sappiamo quanto altri paesi come ad es. la Francia ed i paesi nordici in particolare, investano – anche a livello delle singole città – per pubblicizzare, diffondere e vendere i prodotti artistici su cui hanno investito.

4. Come in ogni attività umana è fondamentale disporre di criteri e strumenti oggettivi di verifica qualitativa dei progetti che vengono finanziati. E’ inoltre parimenti importante che tali fondi siano distribuiti in maniera trasparente e su valutazione ex-post dei risultati. L’eccellenza dovrebbe essere finanziata come criterio primario. E’ d’accordo su questi punti e come intende implementarli concretamente nella sua visione della futura politica culturale per Firenze ?

5. Sogno una città in cui ogni sera io, cittadino, ho scelta di eventi culturali innovativi, che ricercano con determinazione e coraggio il nuovo, che possono permettersi di non dover venire a patti con esigenze commerciali e che per avere il giusto impatto non debbano essere preferibilmente accompagnati da ingestione di pasticche sintetiche. In una parola, arte d’avanguardia. E non è necessario costruire un nuovo museo di arte contemporanea (sono d’accordo con lei in questo caso), ma elevare il livello dell’arte che viene prodotta a Firenze in maniera che lasci anche il resto del mondo stupito. Ha voglia di provarci, e come ?

 

Ongakuaw a.k.a. Andrea Ferrara

musicista | scienziato (am I a "new humanist" ?) 

www.ongakuaw.eu

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Felice di confrontarmi finalmente con idee e proposte che partendo da lontano cercano di delineare ipotesi strategiche e riflessioni profonde. Mi aspettavo qualcosa di nuovo dalla nuova Giunta e dal nuovo Assessore e l'inizio è davvero promettente. Ma veniamo al concreto.

I punti che mi sono sembrati più interessanti, nell'interesse generale, per me che mi occupo di teatro, sono stati quelli che si riferiscono al capitolo "la città in-finita" e "Google Calendar", aggiungendo anche tutte le riflessioni sul primato dei contenuti.

La ricognizione degli spazi è sempre stato un tema dichiarato importante, ma mai si è saputo unire i due elementi che solo, appunto, uniti permettono a questa mappatura di diventare motore di innovazione e di proposte: ovvero lo spazio e la sua gestione, o meglio quale gestione per quale spazio, per quale attività e in quale contesto culturale, performativo, artistico si inserisce. Faccio un esempio di triangolazione di spazi: Stazione Leopolda/Fabbrica Europa, Strozzina, ex-Quarter e Florence Art Factory (FAF), quattro tipologie architettoniche diverse, inserite in contesti diversi, con vocazioni diverse, eppure così perfettamente integrabili in rete ed in grado di offrire offerte di alta qualità per un pubblico vasto e eterogeneo (ex-Quarter luogo espositivo per l'arte figurativa) e FaF luogo frontiera (anche per la sua collocazione nel banlieue fiorentino) di sperimentazione per le arti performative.

Da questa riflessione viene automatico il rilievo che l'Assessore fa nel capitolo "Google Calendar", l'odiosa frammentazione dell'offerta culturale: quei "campetti" che ognuno chiude con recinti per coltivare ormai solo stantii residui di organismi biologici. Un male storico per Firenze, che è doveroso superare come condizione primaria per ripartire. Quindi privilegiare la capacità di relazione, anche tra gli stessi soggetti all'interno del nostro territorio e, giustamente, anche con la creazione di ATS con compiti chiari e mission precise.

Una considerazioni sul tema del primato dei contenuti. Tema caldo, difficile da leggere e decifrare (pensiamo a tutto il dibattito qualità/quantità). Credo che sia un tema fondamentale per quanto di difficile soluzione: chi valuta chi? Quali parametri? Ecc.... ma il fatto che sia stato messo nella prima relazione dell'Assessore mi fa ben sperare.

Aggiungo anche un'ultima cosa sull'apertura delle nostre attività al mondo. Credo che la dimensione internazionale sia una esigenza per chi fa cultura e chi la fruisce. Il Laboratorio Nove, che rappresento, ha visto ridurre i propri borderò ministeriali perché lo Stato riconosce solo quelli (in parte) effettuati all'interno della Eu, con buona pace di si sforza di allargare confini e mentalità. Contraddizioni tra le mille che stiamo vivendo.

Per ora mi fermo qui con la speranza più concreta di una nuova vita per la cultura fiorentina.

Silvano Panichi

Laboratorio Nove