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demcamp

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on July 10, 2008 at 12:57:40 am
 

****!! DemCamp - esperimenti democratici

 

 

Il BarCamp Esperimenti democratici ha come obiettivo quello di affrontare il tema della crisi della democrazia, mettere a confronto esperimenti di iniziative politiche dal basso, proporre nuovi strumenti di partecipazione politica. Protagonisti dell'evento sono i blogger, gli attivisti, i movimenti, i comitati di cittadini e le organizzazioni civiche che vorranno usare il BarCamp per partecipare a un confronto sugli strumenti a disposizione dei cittadini per attivarsi sulle questioni di loro interesse, sulle pratiche partecipative e sulle riforme istituzionali necessarie per rinnovare la democrazia.

 

Il BarCamp Empirismo democratico, l'obiettivo è evitare di ricominciare sempre da zero, chiedersi è ha senso passare senza soluzione di continuità da un allarme all'altro per la democrazia e verificare se non ci sia un ingorgo di strumenti di partecipazione politica, la cui inflazione peraltro serve a mantenere se non accrescere la distanza tra gente e luoghi decisionali.

 

Poichè scrivere su un giornale che passa di mano in mano in una cerchia ristretta o redarre un blog che anch'esso viene letto e commentato in una cerchia ristretta sono cose assimilabili, l'assemblea è aperta a chiunque, cioè alla stessa crchia ristretta più chi capita.

 

» Il blog della conferenza

 

» Chiunque può proporre un argomento di discussione cliccando in alto su questa pagina sul tasto "Edit page". Per effettuare il log in inserire nel campo "wiki password" la parola c4mp e poi il proprio nome e email.

 

» Per chiedere aiuto sul funzionamento del sito e le regole del BarCamp non esistate a contattarci.

 

Quando

 

Sabato 4 ottobre 2008 - inzio ore 10 fine ore 18

 

 

Dove

 

A Roma. Stiamo cercando il posto più adatto. Consigli? (scrivici a internet@radioradicale.it)

In una piazza di periferia, per esempio piazza ambrosini

 

 

Cos'è un BarCamp

 

Per BarCamp s'intende un tipo di incontro caratterizzato dalla mancanza di una scaletta prefissata di relatori e in cui non esiste un pubblico passivo. I partecipanti all'evento hanno infatti la possibilità di proporre in prima persona una presentazione o un tema di discussione, a cui seguirà una discussione con i presenti. I temi di discussione sono generalmente selezionati prima dell'inizio del Barcamp sulla base dell'interesse suscitato tra i partecipanti attraverso questa pagina. Gli interventi sono liberi e possono durare fino a 20 minuti. In ogni caso è previsto uno spazio per le domande e la discussione.

 

 

Come funziona

 

Chiunque può proporre un argomento di discussione aggiungendo più sotto il proprio nome e cognome e il titolo del tema che vuole affrontare nel corso del BarCamp. Per farlo occorre cliccare in alto su questa pagina sul tasto "Edit page", effettuare il log in (inserire nel campo wiki password la parola c4mp e poi il proprio nome e email) e scorrere la pagina fino ad arrivare al paragrafo "Argomenti proposti".

Chi intende partecipare al BarCamp può nello stesso modo indicare il suo interesse per gli argomenti proposti aggiungendosi tra i partecipanti di quella sessione.

La mattina del BarCamp chi ha proposto argomenti di discussione dovrà segnalarlo all'ingresso. Gli organizzatori provvederanno a inserire su una lavagna i vari argomenti assegnando a ciascuno 20 minuti nella scaletta complessiva.

I promotori delle sessioni dovranno presentare l'argomento e lasciare sufficiente spazio per la discussione con i partecipanti.

Per chiedere aiuto sul funzionamento del sito e le regole del BarCamp non esistate a contattarci.

 

 

Argomenti proposti

 

Per aggiungere il proprio nome cliccare in alto su "Edit page" utilizzando come password c4mp (ora chiamata "invite key") e inserendo il proprio nome e email.

 

Se non riesci a usare il sito contattaci

 

  • Soccorso civile - presentazione di Alessandro Capriccioli (Associazione Luca Coscioni) -> 1 interessato (aggiungetevi aumentando il numero se interessati)
  • Nicola Mattina, Spazio pubblico digitale
  • Stefano Bilotti, il Digital Divide, caso Italia
  • Giovanni Organtini, la libertà di voto

 

Argomenti che mi piacerebbe venissero affrontati

 

» Il primo argomento proposto è Seconda repubblica, web 2.0. Come è noto esistono cinque repubbliche francesi ed una italiana, in quanto è il cambiamento di carta costituzionale che determina un nuovo regime statuale. Prima del '94, lo scambio testuale avveniva per ftp. Nel cosidetto web 2.0 magnificato dai Tapscott, il network collaborativo nei fatti è in gran parte la facilitazione di postare testi. Quanto ad audio e video, il fenomeno è legato al mondo mobile e paracadutato sulla rete ed a tutt'oggi,pur limitandosi agli internauti che sono parecchio esperti, non c'è affatto identità tra utenti del Pc e del telefonino. In realtà il web 2.0,mentre la presenza business si fa sempre più cablata e protetta in oggetti flash, appare una modalità alla second life, utile ad attirare una presunta partecipazione e realizzare l'uso da supermarket di prodotti e pubblicità, senso ultimo del web medesimo, on the Usa way. Inutile ricordare che quasi tutta la rete finisce nei server di Miami ed è il business Usa (con l'appendice Bric ad esso legato). Perchè si parla di seconda repubblica? perchè di web 2.0?

 

» Il secondo argomento proposto è Fai qualcosa di e-democracy. Rendere qualcosa legificabile in rete. Referendum consultivo? Destinazione di spesa di una tassa? Ammissibilità di sottrarsi ad una decisione collettiva? quel che si vuole. Se la rete deve essere usata per fruire di pubblicità ed edutaitment e non è una sorta di tv. 2.0, allora sia almeno il luogo di un qualche tipo di decisione. Oppure è evidente che l'e-democracy sarà evitare di recarsi al seggio oppure anche peggio, solo postare. Il primo provvedimento da proporre potrebbe essere l'ammissione del prestito tra conoscenti. Nessuo si sogna di vietare il prestito di un libro tra conoscenti. Quando ci si passa un file, si fa lo stesso. L'effetto economico temuto è nullo, malgrado tutte le campagne sulla pirateria. Di converso, gli operatori devno ringraziare il peer to peer, che è l'unico motivo valido per sostenere la barocca esagerazione del broadband e dell'uso di tanti mega di dati al secondo. Quindi libertà di invio person to person, distribuzone che per sua natura non è business,Risultati possibili, si limitano nell'individuare una azione specifica, una proposta da far approvare nei luoghi istituzionali, cioè tradizionali; secondariamente, è importante portare dei punti fissi, come opinioni condivise, almeno all'interno della cerchia ristretta, su cui non tornare anche in caso di convenienza elettorale.

 

» La libertà di voto. Il principale limite alla democrazia consiste nella limitazione della libertà di voto che si può ottenere in almeno due modi: o limitando le possibili scelte dell'elettore (vedi la nuova legge elettorale) o rendendo palese il voto che dovrebbe essere segreto (vedi il modo in cui si conducono le campagne referendarie). Vediamo con un minimo di dettaglio come funzionano questi meccanismi. Le segreterie dei partiti quasi sempre sono espressione di coloro che ne fanno parte e non sono votate da una base elettorale ampia. Molto spesso accade che, se non si condivide l'opinione degli organi dirigenti del partito di appartenenza, si viene emarginati o addirittura espulsi. Questo comporta l'impossibilità di cambiare la linea di un partito, almeno per lunghi periodi di tempo. In questo modo l'organo dirigente di un partito assume un potere enorme. Esso quindi nomina (non elegge) coloro che faranno parte delle liste. Va da sé che chi non condivide la linea della dirigenza rischia di non essere candidato e dunque di non poter contribuire a cambiarla. Anche in assenza di una legge elettorale come quella attuale, che impedisce il voto di preferenza, la formazione delle liste da parte delle segreterie dei partiti costituisce comunque un vincolo per l'elettore, costretto a scegliere tra coloro che sono stati precedentemente scelti da un gruppo ristretto di persone. Nel caso invece dei referendum, ormai è chiaro che chi si reca alle urne intende votare per l'abrogazione, mentre chi si astiene non intende farlo. Dunque, per controllare l'elettorato (come è già successo per il referendum sulla legge 40, per il quale molti preti e attivisti cattolici hanno presidiato i seggi), è sufficiente disporre un uomo di fiducia (riconoscibile dagli elettori) presso ciascun seggio, che prenda nota di chi vota. Esiste una soluzione a questi problemi? Dobbiamo rassegnarci alla limitazione della libertà di espressione?

 

Se non riesci a usare il sito contattaci

 

 

Partecipanti

 

Se non riesci a usare il sito contattaci

 

  1. Diego Galli
  2. Mario Staderini
  3. Simone Sapienza
  4. Nicola Mattina
  5. Stefano Bilotti
  6. Michele Lembo
  7. Margherita Fabbri
  8. Giuseppe Mele

 

Logo

 

Noi abbiamo elaborato questi, ma se avete idee migliori fatevi avanti e pubblicateli qui.

 

 

 

 

Comitato promotore

 

Il DemCamp è promosso da RadioRadicale.it ma il comitato promotore è aperto alla partecipazione di altre persone e gruppi organizzati interessati agli argomenti di questo BarCamp. Per farne parte riempi questo form.