DemCamp - esperimenti democratici
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Il BarCamp Esperimenti democratici ha come obiettivo quello di affrontare il tema della crisi della democrazia, mettere a confronto esperimenti di iniziative politiche dal basso, proporre nuovi strumenti di partecipazione politica. Protagonisti dell'evento sono i blogger, gli attivisti, i movimenti, i comitati di cittadini e le organizzazioni civiche che vorranno usare il BarCamp per partecipare a un confronto sugli strumenti a disposizione dei cittadini per attivarsi sulle questioni di loro interesse, sulle pratiche partecipative e sulle riforme istituzionali necessarie per rinnovare la democrazia.
» Il blog della conferenza
Quando
Sabato 4 ottobre 2008 - inzio ore 10 fine ore 18
Dove
A Roma. Stiamo cercando il posto più adatto. Consigli? (scrivici a internet@radioradicale.it)
In una piazza di periferia, per esempio piazza ambrosini
Per BarCamp s'intende un tipo di incontro caratterizzato dalla mancanza di una scaletta prefissata di relatori e in cui non esiste un pubblico passivo. I partecipanti all'evento hanno infatti la possibilità di proporre in prima persona una presentazione o un tema di discussione, a cui seguirà una discussione con i presenti. I temi di discussione sono generalmente selezionati prima dell'inizio del Barcamp sulla base dell'interesse suscitato tra i partecipanti attraverso questa pagina. Gli interventi sono liberi e possono durare fino a 20 minuti. In ogni caso è previsto uno spazio per le domande e la discussione.
Come funziona
Chiunque può proporre un argomento di discussione aggiungendo più sotto il proprio nome e cognome e il titolo del tema che vuole affrontare nel corso del BarCamp. Per farlo occorre cliccare in alto su questa pagina sul tasto "Edit page", effettuare il log in (inserire nel campo wiki __password la parola c4mp __e poi il proprio nome e email) e scorrere la pagina fino ad arrivare al paragrafo "Argomenti proposti".
Chi intende partecipare al BarCamp può nello stesso modo indicare il suo interesse per gli argomenti proposti aggiungendosi tra i partecipanti di quella sessione.
La mattina del BarCamp chi ha proposto argomenti di discussione dovrà segnalarlo all'ingresso. Gli organizzatori provvederanno a inserire su una lavagna i vari argomenti assegnando a ciascuno 20 minuti nella scaletta complessiva.
I promotori delle sessioni dovranno presentare l'argomento e lasciare sufficiente spazio per la discussione con i partecipanti.
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Argomenti proposti
Chiunque può proporre un argomento di discussione cliccando in alto su questa pagina sul tasto "Edit page". Per effettuare il log in inserire nel campo "wiki password" la parola c4mp e poi il proprio nome e email.
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- Alessandro Capriccioli (Associazione Luca Coscioni), Soccorso civile
- Silvia Giacomelli, Il testamento biologico e la necessità di politiche di fine vita
- Nicola Mattina, Spazio pubblico digitale
- Stefano Bilotti, Il Digital Divide. Caso Italia
- Giovanni Organtini, La libertà di voto
- Alfredo Pauciulo, Economia per la Libertà
Riforme "rivoluzionarie" economiche e monetarie per una società di individui liberi dalle moderne forme di schiavitù e dipendenza. Autosufficienza economica ed indipendenza di pensiero. Il bene del tempo disponibile come strumento di conoscenza e libertà.
- Alfredo Pauciulo, I collegi uninominali a lista proporzionale con scelta delle candidature attraverso elezioni primarie.
Rompere l'autoconservazione medicea (nella Firenze dei De' Medici era istituito un sistema di voto simile alle attuali liste bloccate) dovuta all'attuale "antidemocratico" sistema elettorale dei "non eletti". Proposta di Referendum abrogativo.
- Paolo Melis. Cittadini in divisa: diritti umani e libertà fondamentali. Un salvacondotto per il nostro sistema democratico. Quando l'Italia preferisce imitare l'Albania, l' Armenia, il Kazakistan, il Kirgikistan, la Moldavia, il Turkmenistan e l'Uzbekistan, piuttosto che il resto dell'Europa.
- Davide Crimi. Internet come strumento per la libertà di parola. La filosofia open source come espressione progressista e anticorporativa. Oltre l'antagonismo destra/sinistra: partecipazione, emancipazione.
- Enzo Russo. Riforma delle procedure di bilancio come stravolte dall'anticipazione della manovra d'estate rispetto allo stesso DPEF, al bilancio di assestamento, alla relazione previsionale e programmatica, alla legge finanziaria. In sintesi, abuso delle procedure di bilancio che emarginano il Parlamento.
- Rufo Guerreschi. Telematics Freedom Foundation
- Pino Strano. Associazione Lista Partecipata
Argomenti che mi piacerebbe venissero affrontati
Seconda repubblica, web 2.0
Come è noto esistono cinque repubbliche francesi ed una italiana, in quanto è il cambiamento di carta costituzionale che determina un nuovo regime statuale. Prima del '94, lo scambio testuale avveniva per ftp. Nel cosidetto web 2.0 magnificato dai Tapscott, il network collaborativo nei fatti è in gran parte la facilitazione di postare testi. Quanto ad audio e video, il fenomeno è legato al mondo mobile e paracadutato sulla rete ed a tutt'oggi,pur limitandosi agli internauti che sono parecchio esperti, non c'è affatto identità tra utenti del Pc e del telefonino. In realtà il web 2.0,mentre la presenza business si fa sempre più cablata e protetta in oggetti flash, appare una modalità alla second life, utile ad attirare una presunta partecipazione e realizzare l'uso da supermarket di prodotti e pubblicità, senso ultimo del web medesimo, on the Usa way. Inutile ricordare che quasi tutta la rete finisce nei server di Miami ed è il business Usa (con l'appendice Bric ad esso legato). Perchè si parla di seconda repubblica? perchè di web 2.0?
Fai qualcosa di e-democracy
Rendere qualcosa legificabile in rete. Referendum consultivo? Destinazione di spesa di una tassa? Ammissibilità di sottrarsi ad una decisione collettiva? quel che si vuole. Se la rete deve essere usata per fruire di pubblicità ed edutaitment e non è una sorta di tv. 2.0, allora sia almeno il luogo di un qualche tipo di decisione. Oppure è evidente che l'e-democracy sarà evitare di recarsi al seggio oppure anche peggio, solo postare. Il primo provvedimento da proporre potrebbe essere l'ammissione del prestito tra conoscenti. Nessuo si sogna di vietare il prestito di un libro tra conoscenti. Quando ci si passa un file, si fa lo stesso. L'effetto economico temuto è nullo, malgrado tutte le campagne sulla pirateria. Di converso, gli operatori devno ringraziare il peer to peer, che è l'unico motivo valido per sostenere la barocca esagerazione del broadband e dell'uso di tanti mega di dati al secondo. Quindi libertà di invio person to person, distribuzone che per sua natura non è business,Risultati possibili, si limitano nell'individuare una azione specifica, una proposta da far approvare nei luoghi istituzionali, cioè tradizionali; secondariamente, è importante portare dei punti fissi, come opinioni condivise, almeno all'interno della cerchia ristretta, su cui non tornare anche in caso di convenienza elettorale.
La libertà di voto
Il principale limite alla democrazia consiste nella limitazione della libertà di voto che si può ottenere in almeno due modi: o limitando le possibili scelte dell'elettore (vedi la nuova legge elettorale) o rendendo palese il voto che dovrebbe essere segreto (vedi il modo in cui si conducono le campagne referendarie). Vediamo con un minimo di dettaglio come funzionano questi meccanismi. Le segreterie dei partiti quasi sempre sono espressione di coloro che ne fanno parte e non sono votate da una base elettorale ampia. Molto spesso accade che, se non si condivide l'opinione degli organi dirigenti del partito di appartenenza, si viene emarginati o addirittura espulsi. Questo comporta l'impossibilità di cambiare la linea di un partito, almeno per lunghi periodi di tempo. In questo modo l'organo dirigente di un partito assume un potere enorme. Esso quindi nomina (non elegge) coloro che faranno parte delle liste. Va da sé che chi non condivide la linea della dirigenza rischia di non essere candidato e dunque di non poter contribuire a cambiarla. Anche in assenza di una legge elettorale come quella attuale, che impedisce il voto di preferenza, la formazione delle liste da parte delle segreterie dei partiti costituisce comunque un vincolo per l'elettore, costretto a scegliere tra coloro che sono stati precedentemente scelti da un gruppo ristretto di persone. Nel caso invece dei referendum, ormai è chiaro che chi si reca alle urne intende votare per l'abrogazione, mentre chi si astiene non intende farlo. Dunque, per controllare l'elettorato (come è già successo per il referendum sulla legge 40, per il quale molti preti e attivisti cattolici hanno presidiato i seggi), è sufficiente disporre un uomo di fiducia (riconoscibile dagli elettori) presso ciascun seggio, che prenda nota di chi vota. Esiste una soluzione a questi problemi? Dobbiamo rassegnarci alla limitazione della libertà di espressione?
Screening psicopatologici nelle scuole. Pericolo per la democrazia?
I test per l’ADHD, la discalculia o per altre presunte patologie mentali avvengono oggi nelle scuole italiane, compilati da psicologi, insegnanti e a volte dai genitori (ma non sempre – anzi in alcuni casi i genitori non erano nemmeno stati informati) e non sono limitati ai progetti di ricerca nazionali (ufficialmente conclusi): si diffondono a macchia di leopardo e proseguono, sostenuti attivamente da vari centri di neuropsichiatria infantile particolarmente attivi sul loro territorio.
L’opera di diffusione certosina, se pur frammentaria, prosegue con alacrità e zelo tali da indurre persino ad ipotizzare un progetto orchestrato.
Si tratta di test che utilizzano domandine* (ripeto: solo ed esclusivamente le solite domandine - o loro varianti - e l’osservazione del bambino) per effettuare una prima diagnosi o segnalazione. Apparentemente potrebbe configurarsi come un tema di politica sanitaria. In realtà è un argomento esclusivamente, profondamente, radicalmente, politico: è in gioco il concetto stesso della democrazia.
Come è possibile che nel giro di poco più di un decennio il numero dei bambini in trattamento con psicofarmaci negli USA sia arrivato a 11.000.000?
Come è possibile che lo stesso indice di incremento avvenga oggi in Inghilterra, Francia e Germania?
Un’analisi dettagliata ci fornisce le risposte. Carro trainante è certamente stata la ADHD (ben 6.000.000 degli 11.000.000 di bambini americani sono in terapia per questa presunta “patologia”).
Si aggiunga infine che se da un lato la scuola rappresenta il luogo privilegiato di osservazione del disagio dei bambini e degli adolescenti, dall’altro il suo compito principale ed essenziale è quello dell’apprendimento, certamente non quello di trasformarsi o di essere trasformata in un laboratorio di igiene mentale.
Uno Stato democratico è al servizio dei cittadini; fornisce servizi su richiesta dei cittadini; non entra nelle loro case e nella loro vita per schedarli, nemmeno nelle scuole.
I test psicopatologici nelle scuole sono l’invasione dello stato nella famiglia e nella vita dei cittadini. Si fondano su una visione di stato totalitaria e rappresentano un grave rischio per la democrazia.
C’è quindi una battaglia in atto, che riguarda non solo i bambini (che sono il nostro futuro), ma ognuno di noi. Se infatti dovessimo accettare e recepire concetti come quello propostoci con l’ADHD, o altre nuove presunte patologie mentali, il rischio è di perdere di vista due basi fondamentali della nostra società, che ci hanno permesso di acquisire molti vantaggi di cui oggi godiamo: la scienza e la democrazia.
Per ulteriori informazioni CCDU Trento. Io non ci sarò perché sono di Trento ma ci tenevo a proporre l'argomento.
Esistono ancora le classi sociali?
Si tratta in realtà di una domanda retorica, perché le classi sociali esistono ancora e sono tornate ad inasprire i loro strumenti di confine. Le classi sociali non le inventa Marx, come dicono i reazionari. E' già tutto nell'economia classica, in particolare in David Ricardo. L'economia neoclassica, presupposto del liberismo e neo-liberismo, sostiene che il modello perfetto è la libera concorrenza. Ma la libera concorrenza presume che non ci siano barriere all'ingresso per chi vuole inserirsi socialmente, e tutto questo è quotidianamente negato dallo sfruttamento imperialista del capitale. Il problema non è il capitale, ma la logica dello sfruttamento, delle barriere all'ingresso e delle oligarchie di potere [Da.Cri].
Scuola e università
I tagli finanziari e le proposte privatizzazioni possono rovinare quel poco che c'è di buono in Italia nel sistema scuola e università? E' giusto andare verso modelli, americano ecc. che per molte cose si stanno rivelando deludenti? Vedi assistenza sociale e sanitaria, per es.
Internet AGORA' virtuale e funzione dei blog ( Franca Corradini-La conoscenza rende liberi )
Ritengo che il WEB realizzi la funzione di Agorà virtuale.
Il Web è una piazza ideale dove discutere e i blog sono il nucleo fondante di questa democrazia dialettica.
Nei blog l'individuo svolge più funzioni : può proporre un'idea, un pensiero ) oppure commentare notizie postate da altri.
L'informazione ufficiale, quella fatta dai media tradizionali, viene affiancata in maniera sempre più consistente dalla funzione dei blog.
Che realizzano la massima circolazione delle idee e dell'informazione.
Il numero dei blog presente su Internet è in continua crescita, anche se una sorta di selezione naturale premia alcuni e boccia molti.Andrà avanti chi saprà utilizzare questa potente arma di democrazia "informatica" nel migliore dei modi, correggendo il tiro con un continuo controllo del feedback del proprio blog.
Democrazia Continua
Vorrei proporre e discutere con voi della possibilità di realizzare e promuovere forme di associazione politica ed associazioni di produzione mediatica che permettano al cittadino o spettatore di gestire esercitare in ogni momento ("continua") la sua piccola fetta di sovranità nell'associazione, incluso il concederne e ritirarne delega. Rufo Guerreschi e Pino Strano.
Partecipanti
- Diego Galli
- Mario Staderini
- Simone Sapienza
- Nicola Mattina
- Stefano Bilotti
- Michele Lembo
- Margherita Fabbri
- Giuseppe Mele
- Elisabetta Mirra
- Maura Gancitano
- Aldo Signori
- Mario Ascheri
- Pino Di Maula
- Antonio Stango
- Giuseppe Simone
- Davide Crimi
- Massimo Evangelisti
- Aurelia Pop
- Enrica
- Vittorio Zambardino
- Enzo Russo
- Milena Ortalda
- Antonino Puzzolo
- Stefano Rossi
- Irene Buscemi
- Claudio Giuseppe Scaldaferri
- Roberta Lemma
- Luisa Simeone
- Riccardo Galetti
- Franco Grillo
- Stefania Hanau
- Sara Tescione
- Aldo Potenza
- Daniele Semeraro
- Damiano Celestini
- Maria Gigliola Toniollo
- Giuseppe MARTINO
- Carlo Magaletti
- luciano credi
- Marco Micangeli
- Andrea Gisoldi
- Nicola Carnovale
- Giovanni B. Magnoli
- Pietro Folena
- Sandro Natalini
- Claudia Sterzi
- claudio forcina
- Lucia Bartocci
- anna santucci
- Andrea Falcione
- Danilo Di Mambro
- alfredo pauciulo
- Roberto Paolucci
- Nicolino DI DOMENICA
- Roberto Gaetano Lerario
- raffaele umbriano
- giovanni della rossa
- Andrea Malfatti
- Giancarlo Padula
- Di Marcantonio Camelia
- Marco Filippa
- Ettore Demicheli
- Gianfranco Vestuto
- Mauro Zanella
- Brando Benifei
- Davide Crimi
- Giovanni Merendino
- Paolo Melis
- Angelo Acquaviva
- Ciro Giovanni Palmieri
- Anna Maria Saba
- Valentina Tatti
- Roberto Lavaselli
- stefano casulli
- Andrea Ansalone
- Claudio Giuseppe Scaldaferri
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BarCamp sulla crisi della democrazia, le iniziative e le nuove forme di partecipazione politica necessarie per contrastarla.
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Noi abbiamo elaborato questi, ma se avete idee migliori fatevi avanti e pubblicateli qui.
Comitato promotore
Il DemCamp è promosso da RadioRadicale.it e Fainotizia.it ma il comitato promotore è aperto alla partecipazione di altre persone e gruppi organizzati interessati agli argomenti di questo BarCamp. Per farne parte riempi questo form.