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Il barcamp di Palazzo VecchioIl Salone dei Cinquecento ospita il primo barcamp sulla contemporaneità a Firenze. Nello spazio simbolo di un governo formato da –500, appunto- cittadini e in cui lavorarono alcuni tra i più grandi artisti del Rinascimento, si parlerà di contemporaneità a Firenze. Di come far sì che lo straordinario patrimonio culturale fiorentino, anziché schiacciare il presente e il futuro, si trasformi in una leva per costruirlo. Il barcamp di Palazzo Vecchio è una conferenza generata dai partecipanti: nessuno è spettatore e tutti contribuiscono alla riuscita dell’evento preparando una presentazione, partecipando alla discussione o aiutando nell’organizzazione. Insomma, non è la classica conferenza in cui esiste un tema prefissato e una rigida scaletta degli interventi e degli argomenti da trattare. C’è una traccia e ci sono spazi a disposizione da utilizzare per proporre un argomento e discuterne. I contenuti specifici sono una sorpresa, semplicemente perché verranno proposti dai partecipanti stessi. Come si partecipa al barcamp di Palazzo VecchioE' necessario segnalare la propria intenzione di partecipare seguendo le istruzioni che si trovano in questa pagina: in questo modo sarà possibile organizzare al meglio la logistica. Il Salone dei Cinquecento sarà diviso in quattro spazi, all’interno di ciascun gruppo sarà a disposizione una postazione di riferimento per il coordinatore, il collegamento wi-fi sarà disponibile in tutta la sala e ci sarà la possibillità di utilizzare videoproiettori. Per iscriversi è necessario prima di tutto registrarsi, effettuare il login, cliccare su edit e poi seguire le indicazioni qui sotto.
Per chi vuole fare una presentazioneAl barcamp di Palazzo Vecchio i partecipanti avranno degli spazi opportunamente attrezzati. Chi desidera fare una presentazione:
Per chi vuole partecipare alla discussioneSe vuoi partecipare alla discussione, non devi far altro che indicare la tua intenzione inserendo il nome nella lista dei partecipanti. Se hai un punto di presenza online (un blog, uno spaces, un account su twitter o su altri social network, non dimenticare di inserire l'indirizzo).
Per chi vuole aiutare nell’organizzazionePuoi aiutare nell’organizzazione dell’evento in tanti modi diversi. Per esempio:
Interventi proposti
Hanno partecipato
Sono intervenuti
E dopo il Barcamp...Si possono mettere a disposizione di tutti i vari interventi effettuati nel corso della giornata. E visto che la pagina principale è già abbastanza piena di contenuti, occorre inserire il proprio intervento in una pagina appositamente creata, collegata con un link a questa principale del barcamp di Palazzo Vecchio. Tutti potranno così trovare agevolmente gli interventi a cui sono interessati, senza dover scorrere a lungo in basso nella pagina principale.
Per inserire il proprio intervento:1) Dopo il login, entrate in "Edit", inserite nome e titolo intervento nell'apposita sezione sottostante, a questo punto per creare un link: 2) Evidenziate il titolo dell'intervento o il vostro nome, andate su "Insert/Edit a Link" e poi: lasciate a "Link Type": PBworks Page; a "Page": New Page; mentre dove vedete scritto "Page Name" indicate il nome che volete dare alla pagina (è più semplice se corrisponde al vostro nome/al titolo dell'intervento). 3) Adesso salvate quanto fatto nella pagina principale con "Save" in fondo e ritornate nello stato "View". 4) Ora è necessario creare la pagina in cui inserire il vostro intervento che si aprirà cliccando sul link appena creato. Vi appare il nome della pagina, il titolo e il comando "create page". Cliccando su questo si apre la vostra nuova pagina su cui lavorare.
1. Gianna Cecchi, Unconventional e cultura della solidarietà : nuovi linguaggi e soluzioni creative nella comunicazione sociale 2. Luigi Taccone, Agorà del Terzo Millennio: "Quale metodo per mantenere e sviluppare il dialogo ed il confronto nella nostra comunità ?" 3. Claudio Ascoli. L'Arte dello Spettatore: Cultura-Culture 4. Francesco Alberti. Arte e bambini. Nuovi spazi gioco per stimolare la creatività 5. Alessandro Bellucci, Cultura a Firenze - Sistema e Risorse
Se ne parla in rete
Photos&VideoSu slide.com Sul profilo Facebook di Robert Piattelli Su flickr, di Michele Perone Su flickr, dell'Assessorato alla Cultura Laura Scarpa, una panoramica Su youtube, il metodo è quello giusto...
Vorrei sentir parlare di...
Manufatturiero e servizi: perchè e' meno redditizio produrre oggetti (industriali o artigianali) che non venderli o comunque commercializzare che non produrre? Perchè un restauratore o un fabbro che hanno competenze del fare a volte uniche non devono guadagnare bene allo stesso modo di chi vende i souvenir? Se il made in Italy (inteso come produzione di qualità che attinge ai saperi e alla cultura del nostro territorio) è (giustamente) così importante perchè non lo si deve difendere davvero facendo si che le espressioni e le professioni più autentiche e creative non debbano essere cenerentole rispetto a chi semplicemnte rivende ?
Internet è la chiave per comprendere il mondo complesso che ci circonda. I link hanno un grande importanza nella rete sociale. Lo sviluppocreativi e l'organizzazione del web non sono semplicemente funzionali alle risorse economiche disponibili., quanto piuttosto un fenomeno di cultura delle relazioni sociali. Non più del 15% delle pagine offrono link a punti di vista discordanti. Meccanismi di frammentazione sociale, o di isolamento politico alterano la topologia della rete segregando l'universo on line. Differenze nella struttura relazionale delle comunità tematiche determinano la qualità della loro accessibilità, una caratteristica che i motori di ricerca non sono in grado, ancora oggi, di compensare. Il 90% delle pagine indicizzate dai mototi hanno infatti almeno 20 link in entrata. Un singolo link ben posizionato può determinare il destino e la posizione di migliaia di pagine, riorganizzando il paesaggio del web. In rete è sicuramente meglio essere alleati che nemici, sulla base dell'assunto che delle relazioni collaborative di un nodo beneficiano gli altri nodi rafforzando interi segmenti della rete.Parlando del contesto sociale italiano e delle differenti realtà on line di pubblica ammnistrazione, mondo economico e società civile, sarebbe auspicabile l'applicazione di alcuni semplici principi: 1) la crescita di disponibilità di contenuti digitali, 2) la maggiore integrazione tra differenti basi dati nella gestione delle informazioni, 3) la selazione delle eccellenze contenutistiche, per ridurre l'effetto di ridondanza nella selezione di duplicazioni documentali.
--- Oltre a pensare a nuovi centri di produzione culturale, bisogna finalmente pianificare l'utilizzo a pieno regime di due spazi fondamentali (anche per decongestionare il centro centro)come il Forte Belvedere e la Stazione Leopolda. Per il Forte Belvedere, pur essendo fiorentino, avanzo una proposta sacrilega e forse politicamente insostenibile, ma a mio parere la più logica: diamo al Museo Pecci di Prato la gestione del Forte Belvedere, che ne diventerebbe una sorta di sede distaccata a Firenze. Elenco le ragioni rapidamente, perché è tardi e sono rincoglionito: a) Firenze non ha molti soldi a disposizione per la cultura e una buona gestione del Belvedere ne richiede; b) il museo Pecci di Prato è considerato dalla Regione Toscana il museo d'arte contemporanea centrale; c) il Pecci è difficilmente raggiungibile dai turisti che affollano Firenze e avrebbe un enorme bisogno di una sede distaccata a Firenze per farsi pubblicità; d) Firenze ha altri progetti e contenitori a cui dedicarsi (ne ha fin troppi, a dire il vero). Riguardo alla stazione alla Leopolda, per cui vige - se non ricordo male - una convenzione tra Pitti Immagine e il Comune di Firenze, che ha assegnato a Pitti la gestione dello spazio, comunque utilizzato anche da altri soggetti nel corso dell'anno, non saprei. Certo è che è inutilizzata per molti periodi dell'anno: un vero peccato. Farne un centro per le arti performative e lo spettacolo dal vivo potrebbe andar bene, ma a patto di utilizzarlo lungo tutto l'arco dell'anno o quasi. Se la cosa si rivelasse insostenibile, meglio una cogestione con altri soggetti sotto la regia dell'assessorato alla cultura. Lorenzo Sandiford
Troverei utile un confronto su laicità e diritti civili, cin riferimento alle iniziative fiorentine riguardanti testamento biologico, funerali laici, accoglienza neonati. Vedere delibera del comune di Firenze sulla costituzione della Consulta per la laicità...Il notaio Aricò (Firenze Piazza Strozzi) ha raccolto gratuitamente 2000 testamenti di fine vita. Urbano Cipriani.
Troverei anche utile un discorso su laicità e diritti civili (testamento biologico, coppie di fatto, funerali civili...) e su Firenze città di pace con appoggio alle iniziative di Peacelink e altre, andando sul concreto di situazioni tipo Striscia di Gaza...
Tra i 12 punti della carta di Firenze lanciata l'8 marzo dai meetup di Beppe Grillo sceglierei il p.9 Rifiuti zero anche per segnalare una iniziativa in corso all'Isolotto e il punto 5 sui trasporti pubblici e le piste ciclabili.
--- A Firenze negli ultimi tempi sono nate e sono in fase di allestimento strutture residenziali di vario genere destinate a turisti d'elite che vogliano trascorrere un po' di giorni a Firenze. Alla luce di ciò e della nutrita presenza di turisti stranieri in città e nelle campagne circostanti e dei numerosi studenti da tutti gli angoli del pianeta, mi domando se non ci siano le condizioni per un teatro di prosa in centro (ad esempio il Niccolini, in posizione ottimale) che faccia almeno per un certo periodo dell'anno una programmazione di spettacoli di alto livello (non necessariamente "di ricerca") in lingua inglese.
Avremmo così accanto al teatro del Maggio musicale, accanto al teatro per altra musica, musical e grandi eventi (il Verdi), al cinema per i film in lingua originale e i festival internazionali (l'Odeon), a una struttura per i film sperimentali, i festival di nicchia e, perché no, la cineteca (l'Alfieri), allo spazio per le arti performative e lo spettacolo dal vivo di ricerca (la Stazione Leopolda e il Goldoni), anche un teatro per la prosa destinato agli stranieri residenti in città e ai nativi che parlano l'inglese (in aumento soprattutto tra gli studenti). E' essenziale per la buona riuscita di questa iniziativa una collocazione centrale come quella del Niccolini o simile, che si pubblicizza anche con semplici manifesti appesi al portone, come accade per i concerti di Orsanmichele. Inoltre, anche se non sono più aggiornato in materia di fondi europei, è probabile che se tale teatro alternasse alla programmazione in inglese anche iniziative collegate con il mondo universitario, si troverebbero pure dei cofinanziamenti comunitari.
Lorenzo Sandiford
SCUSATE MA NON HO CAPITO COME FUNZIONA QUI...!? UN MIO CONTRIBUTO E' STATO QUASI DEL TUTTO CANCELLATO.. ESISTE FORSE UN LIMITE DI LUNGHEZZA PER I CONTRIBUTI...?! ESISTE UN MODERATORE OPPURE CHIUNQUE PUO' ENTRARE E CANCELLARE GLI INTERVENTI ALTRUI...?!
PROVO A REINSERIRLO: VEDIAMO CHE SUCCEDE... Da anni Firenze vive una cronica mancanza di spazi per la cultura. Nonostante ciò che alcuni sembrano pensare, i giovani a Firenze ci sono e sono pure tanti! Oltretutto, considerando la nostra storia e la nostra immagine nel mondo, molti di questi si dedicano anche con successo all'arte. Abbiamo infatti tantissime scuole di musica, di danza, di pittura, di restauro, di teatro, di scultura ecc. Una concentrazione rispetto al numero dei residenti veramente esorbitante! A queste si aggiungono ovviamente gli studenti dell'Accademia, dell'ISIA, del Polimoda, dell'Università in generale, ecc. Mettiamoci anche tutti i gruppi che fanno teatro e musica anche in casa propria e scusatemi per tutti quelli che ovviamente avrò dimenticato. Vogliamo deciderci prima di tutto a censire queste realtà? Diversi anni fa era stato creato dal Comune l'Archivio dei Giovani Artisti che, dopo qualche anno di attività, è stato messo nel dimenticatoio. Il problema forse è stato che subito dopo avremmo dovuto trovare un modo per incentivarne la conoscenza, per dare a loro modo di entrare in contatto, per dare appunto degli spazi dove potersi esibire o esporre le proprie opere. I soldi sono pochi, si sa… ma perché per esempio non iniziamo a riguardare i regolamenti e le norme che regolano l'esibizione di artisti nei pubblici esercizi? Perché non tentiamo un accordo con la SIAE che non strozzi in partenza chiunque abbia voglia di organizzare anche solo dei piccoli eventi? Perché non troviamo il modo per creare un cartellone comune e non lo pubblicizziamo con risorse pubbliche anche magari attraverso l'istituzione di una segreteria e di un ufficio stampa ad hoc? Un altro modo per trovare spazi senza aggiungere costi per la Pubblica Amministrazione è stato da anni quello di organizzare la famosa Estate Fiorentina. Cartellone che, tra alterne vicende, sta però navigando in acque sempre più limacciose. Io stesso ho organizzato per 10 anni Rime Rampanti alle Rampe di San Niccolò, frequentata da migliaia di giovani, a costo zero per il Comune (pagavamo anzi una bella fetta del canone di occupazione del suolo pubblico. Abbiamo organizzato per 4 mesi all'anno una serie di rassegne che hanno dato quotidianamente ospitalità a tantissimi gruppi musicali, teatrali, di danza. Senza considerare gli incontri sui più disparati temi, le presentazioni di libri, ecc. Abbiamo avuto per diversi anni una libreria gestita da alcune librerie fiorentine (City Light, Einaudi). Abbiamo aperto il primo Internet Point all'aperto in collaborazione con Dada. Ecc. ecc. Ebbene: tutto ciò è stato da tre anni azzerato in nome di una non ben precisata invadenza degli allestimenti invocata dalla Soprintendenza senza che l'Amministrazione si sia preoccupata di cercare di capirne meglio le varie motivazioni e tentare delle soluzioni. Qui mi fermo ma chiedo la possibilità di fare un intervento su questi temi per iniziare una costruttiva discussione che coinvolga tutti. Luca Bertini
Anche a me è stato cancellato un intervento senza apparente motivo e provo a ripubblicarlo. Tutt'al più sarà ignorato ma resterà agli atti il mio contributino.
Scrivo sulla lavagna di questo BarCamp un ultimo argomento/proposta di discussione: sarebbe bello che la prossima estate venisse organizzato in una piazza prestigiosa della città un festival musicale dedicato alle musiche delle (e organizzato insieme alle) maggiori comunità di immigrati presenti in città: rumeni, albanesi, nord-africani, senegalesi, peruviani, filippini, cinesi ecc. Ne parlo più in dettaglio nel gruppo Spunti su Firenze su Facebook. Qui mi preme di sottolineare che stranamente anche in altri ambiti culturali, vedi il cinema, ci sono sì festival dedicati ad altri popoli (Francia e Corea, ad esempio), ma niente che riguardi le comunità di nuovi fiorentini più numerose. Almeno, per quanto ne so io.
Lorenzo Sandiford
Avevo già avanzato una simile proposta all'assessore Gori circa due anni fa, in occasione delle discussioni relative alla riforma della normativa per l'arte di strada a Firenze. Io ho la concessione di suolo pubblico in piazza Santa Maria Novella, dove suono da circa 5 anni. La piazza è da anni luogo d'aggregazione informale di numerose etnie, ed una riqualificazione, conseguente ai lavori svolti di recente non esclude, anzi suggerisce, di creare percorsi di conoscenza e integrazione. Avevo suggerito di creare un Forum permanente che raccogliesse le istanze culturali di queste comunità. Eventi musicali e mostre fotografiche ad esempio, ma sono solo alcune delle cose che si possono fare. David Vaggelli, OpenArt
Ho la speranza che finalmente si riesca a realizzare un centro di arte contemporanea nell’area dell’ex Meccanotessile a Rifredi… mi piacerebbe che fosse pensato con una parte destinata a Museo, una ad esposizioni temporanee, ma soprattutto una porzione dedicata ad ospitare opere, di artisti contemporanei non conosciuti, per un breve periodo di tempo (1-2 settimane) per dare loro la possibilità di farsi conoscere sia dal pubblico che dagli addetti ai lavori. Inoltre, l’area verde circostante dovrebbe essere pubblica ed arredata con opere artistiche che abbiano un utilizzo quotidiano: panchine, lampioni, fontane, mosaici sui viottoli, giochi per bambini, etc… Sergio Chiuderi
Due parole sugli interventi cancellati. Nessuno, ovviamente cancella gli interventi. Può invece succedere che si verifichino degli interrupt sull'aggiornamento delle pagine. Quando qualcuno di voi si registra ed accede a questa pagina deve prima verificare che non ci siano altri iscritti che stanno modificando la pagina. Il programma consente di forzare l'aggiornamento e quindi può capitare che 2 o più utenti siano in linea e facciano delle modifiche. Ovviamente quello dei due che chiude per ultimo può cancellare le modifiche fatte dall'iscritto che ha salvato prima il contenuto. Credo sia un falla del sistema e bisognerebbe interpellare gli amministratori di barcamp.org. Quindi nessuno spirito di censura... sarebbe ovviamente grave, ma solo problemi di software. Infine è bene che ogni utente collegato non forsi il blocco se vede che c'è un altro utente già loggato. Daniele Papi
Le Tradizioni Popolari Fiorentine "ultima frontiera" E' partendo dallo spunto dettato dall’organizzazione di questo Barcamp, “che lo straordinario patrimonio culturale fiorentino, anziché schiacciare il presente e il futuro, si trasformi in una leva per costruirlo”, che confermo il mio entusiasmo per una rivoluzionaria prospettiva rivolta alla popolazione fiorentina e a chi si occupa di cultura. Mi sono sentito un avanguardista anomalo, qualcuno che ad una “discussione da bar” principalmente indirizzata alla contemporaneità porta un’idea contemporanea per la gestione di un patrimonio storico, tradizionale e culturale, ci crede veramente; la passione spesso è una parte fondamentale per riuscire negli intenti. Leggi tutto Filippo Giovannelli
INIZIALI OSSERVAZIONI SUL BARCAMP A PALAZZO VECCHIO Certamente positiva l'iniziativa ha visto tra gli affreschi del vecchio palazzo le nuove tecnologie esssere il contesto contemporaneo ( l'agorà telematica) di comunicazione orizzontale che determinerà anche scelte verticali. Nella orizzontalità del confronto il nuovo assessorato si presenta comunque come il centro di messa in moto di una modalità di confronto da cui dovrà estrapolare scelte verticali che terranno conto delle linee di forza vettoriali che caratterizzano il dibattito orizzontale. La direzione, il verso e la forza (i flussi di campo emergenti dal confronto) di queste linee orizzontali saranno espressione delle nostre proposte. Se questo non avverrà il confronto orizzontale, dentro o fuori la rete, non porterà a nulla. Auguri giovane assessore, ti aiuteremo ed esprimeremo le intenzioni ( la direzione, il verso e la forza) della nostra fiorente associazione impegnata per un sapere olistico nella città di Firenze che sappia coniugare commercio e creatività, poetica e politica, natura e cultura. Massimo Mori, associazione 'Nuovo Orizzonte'
Parco della Musica di Firenze Salve, sono Gregorio Mazzarese (Fiorentino / Santa Cecilia, Roma), grazie a tutti per l'esperienza di Sabato 11 Luglio (The BarCamp experience) in particolare ovviamente al neoAssessore Da Empoli, ma anche alla brava Chiara Belli che con la sua calma pazienza ha fatto sì che tutto si svolgesse al meglio (forse anche altri hanno collaborato insieme a lei: complimenti anche a loro). Qualche breve nota sul mio intervento che ha riguardato il nascente Parco della Musica di Firenze. Sarebbe bello se il nuovo teatro diventasse un polo di attrazione culturale (ed economica) a 360° alla stregua della realtà romana. L'esperienza capitolina dovrebbe servire sopratutto per evitare problemi e per sfruttare al massimo le potenzialità che una struttura musicale polifunzionale offre. Uno dei punti fondamentali per il successo di una struttura musicale per potersi inserire nei tessuti esistenti è la quantità di spazi (la quantità ancor più della dimensione degli stessi). Credo che l'attuale Teatro Comunale con le sue due sale venga riadattato per altri indirizzi per cui con l'attuale progetto che prevede appunto due sale in effetti non si andrebbe incontro ad un aumento di spazi ma solo ad un miglioramento qualitativo degli stessi. Il discorso è ampio e tocca la possibilità di utilizzo della struttura anche da parte di altre realtà esistenti (Amici della Musica, Scuola di musica di Fiesole, Conservatorio. Cherubini...) oltre al Maggio Musicale, la possibilità di far nascere nuovi complessi musicali, la possibilità di formare nuovo pubblico, la possibilità di creare nuovi posti di lavoro, la compatibilità fra grupppi residenti nella Struttura (Orchestra, Coro, Corpo di Ballo) ed eventi spot (Pitti Moda, festival vari...). insomma tante opportunità da non sprecare e tanti problemi da affrontare e risolvere tutti insieme. Chi volesse contattarmi per approfondire g.mazzarese@libero.it Il Distretto Culturale. Uno Strumento innovativo per la gestione dello sviluppo locale Ciascun territorio ha la necessità di governare in modo attivo il proprio sviluppo, adattandosi alle continue sollecitazioni e ai continui cambiamenti interni ed esterni. I processi di trasformazione e di innovazione possono rappresentare un motore per il suo sviluppo e la sua crescita economica. Alcune condizioni sono indispensabili perché questo possa realizzarsi: la convergenza di obiettivi, la capacità decisionale e di progettazione e, soprattutto, la conoscenza del patrimonio materiale e immateriale da valorizzare. Il patrimonio culturale, inteso come sistema naturalistico, ecomuseale, gastronomico e artistico, è un’occasione fondamentale di sviluppo economico e sociale, non solo in termini di attrazione turistica, ma anche in termini di costruzione di un’identità riconoscibile, di produzione di valore materiale e intangibile che può avere una ricaduta positiva sul territorio. La cultura, infatti, assume sempre più un ruolo determinante nel marketing territoriale strategico e, nel contribuire a connotare regioni e luoghi, nell’ottica di migliorare la qualità della vita, è in grado di promuovere l’attrattività e la competitività del territorio, in modo da attivare i fattori necessari al suo sviluppo. La formula del distretto culturale viene utilizzata come strumento operativo per lo sviluppo di una coerente strategia culturale, nel ruolo non di un ulteriore soggetto istituzionale, ma di collettore entro il quale coordinare e organizzare tutti gli attori impegnati nella cultura in un dato territorio. Vengono create le opportunità e progettati i processi di connessione ed integrazione del patrimonio storico, archeologico, artistico, paesaggistico e ambientale di un certo territorio con iniziative finalizzate allo sviluppo dell’economia e del capitale umano. Per distretto culturale si intende un sistema di offerta territorialmente circoscritto, coincidente con un'area ad alta densità di risorse culturali e ambientali di pregio e caratterizzato da un elevato livello di articolazione, qualità e integrazione dei servizi, culturali e turistici, rivolti all'utenza, e da un marcato sviluppo delle filiere produttive collegate. Perché nasca un distretto occorre, perciò, far evolvere gli attrattori turistico-culturali di un territorio in un sistema di offerta integrato, in grado di attrarre e trattenere domanda. Tale processo ha come obiettivo quello di creare un'interazione sinergica fra le risorse turistiche primarie (culturali, ambientali e di intrattenimento), le infrastrutture che ne garantiscono la fruibilità e il sistema delle organizzazioni che erogano servizi culturali e di interesse turistico. Leggi tutto
le persone si mettono in rete, le associazioni si mettono in rete, anche le aziende lo fanno. le istituzioni pubbliche non possono eludere il problema di relazionarsi meglio tra loro e con la cittadinanza, la loro crisi di legittimazione deriva in gran parte dal deficit relazionale sul piano pubblico. la fallimentare esperienza di dialoghi (associazione nata dagli assessori alla cultura dell'area fiorentina) ha insegnato che senza un'agenda del fare condivisa non si va da nessuna parte. ricercare un minimo comune denominatore tra gli enti locali dell'area che dia somma positiva non è impossibile. a scandicci stiamo sperimentando una card cultura per collegare di più e meglio le persone con le offerte e i servizi culturali. in un anno abbiamo oltre 6mila persone che hanno aderito e che vengono puntualmente informati su quanto accade in città, che possono partecipare alla programmazione annuale, che vengono premiati per la loro partecipazione attiva (sconti, gadget, etc.). perché non pensare di replicare l'esperienza in un'ottica metropolitana? perché non provare a costruire un meccanismo virtuoso tra economia, cultura e arte? perchè non inventare un marchio di fabbrica della contamporaneità fiorentina da presentare al mondo? stefano de martin
Duccio Chiarini: Bozza del mio intervento Bar Camp 11 Luglio 2009; Per un rilancio del cinema a Firenze
1) I problemi che oggi il cinema affronta in Italia sono anzitutto culturali e legati ad una diseducazione di massa del pubblico che preferisce scaricare i film da internet anziché vederli in sala. In questo senso occorre che un’amministrazione pubblica illuminata, per rilanciare un progetto valido e duraturo nel tempo, investa sulla formazione del pubblico di domani rieducando bambini e ragazzi al Cinema. Occorre che essa si faccia promotrice di valori senza aver paura di dichiararli; valori anzitutto legati all’estetica: un film non può essere apprezzato fino in fondo se non sul grande schermo come la Primavera del Botticelli può essere apprezzata solo agli Uffizi. Occorre Formare un pubblico nuovo e sensibile partendo dall’educazione del cinema nelle scuole; educazione ai contenuti ed alle tecniche di narrazione visiva; educazione alla fruizione perché lo scenario della fruizione del cinema nelle case davanti ai computer è malato; non è un discorso di costi ma di pigrizia intellettuale. Occorre dunque creare appositi programmi didattici e politiche di formazione partendo dalle scuole ma non solo; occorre entrare nelle case e invogliare le famiglie a tornare al cinema: si parla tanto di portare i bambini allo stadio come se nelle nostre vite mancasse il calcio… perché nessuno parla di riportare i bambini nei cinema assieme ai genitori? Perché non lanciare politiche in base alle quali i bambini fino ai 10 anni se accompagnati dai nonni o dai genitori entrano gratis? Oppure tra gli adolescenti, accordi con gli esercenti in base ai quali ogni tre ragazzini uno non paga? Non sarebbe anche questo un modo di affrontare la crisi dei consumi?
2) E’ tuttavia innegabile che vi siano problemi anche legati allo spopolamento del centro e dunque alla difficoltà di accedere comodamente alle sale; il grande successo di Multiplex di provincia è questo: dunque in questo senso occorrerebbero delle politiche mirate come ad esempio degli sconti o dei prezzi a forfait per i parcheggi pubblici ottenibili presentando il biglietto del cinema.
3) Da autore e presidente di una giovanissima Associazione culturale, la cosa che tuttavia più mi colpisce in questa città è l’incapacità di sapersi raccontare che c’è stata fino ad adesso; l’incapacità di comunicare con i propri cittadini. L’incapacità di essere trasparenti, di pubblicizzare i bandi e le gare, di facilitare l’accesso alle risorse; altro che leggi Bassanini! L’incapacità di garantire l’accessibilità delle informazioni, di respingere con la semplice “Glasnost” la sensazione ormai diffusa che le risorse pubbliche vengano gestite e ripartite in base a criteri familiari, clientelari, lobbistici e quindi estranei alle logiche della libera concorrenza e soprattutto della meritocrazia. C’è infine, come del resto ovunque in questo paese, un enorme problema legato alla rottura di un antico patto generazionale fatto di ricambi tra vecchio e nuovo... E’ un aspetto troppo ampio e delicato che meriterebbe un approfondimento diverso ma che non può essere dimenticato per capire lo scenario di questa città e di questo paese in cui i giovani trovano spazio andandosene altrove. Per superare questi cortocircuiti autoreferenziali occorre a mio avviso creare una vera offerta culturale, data in gestione anche a piccole realtà ed articolata su una programmazione che prescinda dall’evento festival. Il festival è vero porta fondi pubblici ma il festival perenne fornisce sempre la stessa immagine di “gauche caviar” e di vernissage estranea al vero pubblico voglioso di contenuti. A Firenze manca nel centro storico un bel luogo, un bel cinema, magari anche con ristorante, dove guardare film vecchi e nuovi in lingua originale, un cinema alla parigina per intenderci. Magari con un bar, una piattaforma per concerti; un centro, certo in miniatura, come il South Bank di Londra. Dovremmo trovare un luogo che respiri ed avvicini, magari al Parterre, dove poter rimanere a chiacchierare finita la proiezione. La proiezione in lingua originale è troppo importante non solo per gli stranieri ma per i giovani sempre più indietro nella conoscenza delle lingue rispetto ai loro coetanei stranieri. Oppure, altra idea pratica per non restare troppo nel vago, provare a riaprire il CINEMA EOLO in San frediano approfittando della grande forza che “La citè” si è guadagnata da sola; questo permetterebbe di creare un polo culturale in Oltrarno molto forte; ma soprattutto sarebbe molto importante creare un polo del genere per affidarlo poi a piccole realtà giovani, a cui dare una chance, una responsabilità artistica e manageriale. Provare nei limiti del possibile e con logiche forti che fanno capo a principi non morali ma estetici ad arginare l’avanzamento dei non luoghi; il Warner village è un non luogo alienante dove persino Truffaut avrebbe difficoltà ad andare.
Dunque in sintesi ocorrono sempre più ponti tra pubblico e privato come quello di stamattina, occorrono bandi di concorso aperti e trasparenti, conosciuti da tutti e regolati da trasparenza e chiarezza. E se mancano i fondi occorre creare percorsi di avvicinamento tra giovani e privati; esempio: l’amministrazione pubblica crea un bando, lo rende noto a tutti, apre la competizione per i progetti, nomina commissione di esperti seleziona i progetti e poi li sviluppa seguendoli in prima persona perché i progetti nascono nelle teste degli autori ma si sviluppano con le collaborazioni. Alla fine, una volta che funzionano, l’amministrazione si fa legittima rappresentante e sponsor dei progetti presso i privati, le banche, le fondazioni, gli enti cassa… diviene mecenate indiretta e questo sarebbe un bel modo di mandare in soffitta le vetuste quanto inutili lettere di patrocinio. Duccio Chiarini, La Règle du Jeu films.
Artsenal Firenze http://artsenal63.wordpress.com/
Artsenal è una associazione di artisti per artisti. è una realtà innovativa per proporre e diffondere l' arte nelle sue varie forme ed espressioni. Artsenal propone spazi ed eventi per artisti, inserendosi nel territorio fiorentino,. Vengono organizzati workshop e seminari che permettono di lavorare insieme e confrontarsi. L' associazione ha l' obiettivo di promuovere e presentare l' arte in tutte le sue forme: performances audio-visive, letture poetiche, pittura dal vivo, video installazioni, lavori sperimentali, conferenze, happening multiperformativi, collettive e personali di fotografia, scultura, pittura, incisione, eco-design, installazioni, etc.
Chiunque può far parte di artsenal tesserandosi, sia per sostenere l' associazione che per svolgere un ruolo attivo
Arstenal Firenze
Forte davvero Strategia di rilancio Mission: L’ ospitalità e l’incontro, la ricerca di un’occasione dove scambiare idee e opinioni, dove rappresentare ed esprimere le passioni, dove incontrare e unire, nel nome dell’arte e del divertimento. Vision: La Passione come motore della vita Strategia: Macro Marketing Operazione di Pr per sensibilizzare i centri d’interesse, vicinato, politica, istituzioni e aziende sulle opportunità e visibilità che il progetto è in grado di dare alla città, riportandola a quella funzione di motore della vita culturale e sociale della nostra nazione. Micro Marketing Enfatizzare al massimo la bellezza e l’unicità del luogo, allestendo dei punti living dove i visitatori a qualunque ora possano usufruire di un servizio e di un ristoro, dove poter leggere, disegnare, scrivere o solo riposarsi, mossi dalla bellezza della visione del panorama mozzafiato (breathtaking). Installare un sistema Wi-Max o Iperland che copra tutto il perimetro, permettendo così a studenti italiani e stranieri, professionisti e cittadini di venire lassù a lavorare, navigare e scrivere. Si potrebbe cercare una partnership con un provider o un'azienda all'avanguardia nella new tecnology, vedi Apple; che ne otterrebbe così un’enorme visibilità, creando nel Forte la prima isola multimediale, esponendo le ultime tecnologie sviluppate ed ottenendo una visibilità di notevole impatto. Allestire una piattaforma permanente d’arte contemporanea colaborando con tutte le strutture esistenti (Strozzina, Ex3, Fabbrica Europa, etc), collaborare con le Fondazioni che gestiscono le collezioni d’arte di gruppi come UBS, PPR; Monte dei Paschi o CRF etc. Le società sponsor potranno anche organizzare percorsi ed eventi mirati per il loro portafoglio clienti. Sfruttare al massimo le potenzialità museali, portando a conoscenza della massa di fruitori la bellezza delle strutture ivi presenti, dando la possibilità di visitare le segrete, le fondamenta, i cunicoli e l’archivio storico dei giornali della Biblioteca Nazionale, organizzando delle visite guidate a pagamento. Portare l’ISIA, l’Università di disegno industriale, il Polimoda e l’Accademia Italiana, scuole americana, etc a creare sezioni distaccate, un laboratorio permanente e workshop sulla creatività e le sue varie forme d’espressive. Sensibilizzare il consolato francese, americano etc e le chiese cattolica, araba ed ebraica a creare un’opportunità per far lavorare insieme i giovani, delle diverse nazionalità e religioni, riuscendo così ad abbattere le barriere di odio ed egoismo che ci dividono nel nome della passione per l’arte e la creatività. Abbattere anche le bariere di egoismo e odio fra i fiorentini stessi, sinergia e collaborazione queste le parole chiave. Creare allestimenti permanenti o ciclici svolti da giovani artisti da tutto il mondo. Ulteriore scusa per dare un ritrovo alle persone sarà Il Belvedere Lounge, caffè/ristorante/lounge, che svolgerà una funzione di motore per promuovere il progetto e gli eventi collegati, portando quel target di qualità, alla base del successo degli ultimi anni. Eventuali partnership con sponsor tecnici di qualità verrano sviluppate per migliorare il locale, sia nell’arredamento, che nel servizio e nell’offerta degli eventi collegati alla programmazione. Pianificare con il Comune di Firenze una serie di accorgimenti inerenti alla viabilità, ai parcheggi e ai servizi ai cittadini. Event Plan: Gli eventi da programmare dovranno essere mirati ed accattivanti. Lo scopo è di attivare il word of mouth alla base della promozione e che renderà vincente il programma. Progetto Mtv: Mtv TRL, concerti Unplugged sullo stile dei concerti in teatro di Ligabue, con artisti nazionali ed internazionali che, nella cornice più bella di Firenze, si esibiranno per un pubblico limitato ed a pagamento. Moda Eventi per la moda e mirati a rendere ancora più unica la programmazione (sfilate, cene e feste aziendali). Food and Beverage Eventi organizzati da aziende leader del settore Food and Beverage: che abbiano un contenuto di qualità che non mortifichi la bellezza della location (feste, degustazioni, sponsorizzazioni tecniche, per eventi culturali o musicali). Promozione Pr locali Saranno pianificati degli appuntamenti settimanali promossi da Pr locali e organizzati aperitivi e feste in deroga.
Alberto Isoppi albertoisoppi@hotmail.com
Sintesi intervento bar camper Palazzo Vecchio
Molto interessante il bar camp. Per un modo nuovo antiautoritario in cui tutti gli intervenuti potevano esprimere le proprie idee. Proporrò
vari bar camp anche agli aderenti alla Cineteca di Firenze. In passato ci sono stati tanti incontri face to face in una postazione nella hall-ingresso della sala con tanto di seggioline e niente cattedra. C'erano i registi e gli attori. Si deve però necessariamente e continuamente fare con e tra i " seguaci" della Cineteca di Firenze che per il 2008-2009 sono stati più di 800. Se vengono tutti insieme è un problema. Non abbiamo un salone degli 800. Divideremo i temi e le occasioni.
Nel mio intervento a proposito del cinema a Firenze chiarivo che la città è compresa comunque tra Castello, Settignano, il Galluzzo, San Quirico a Legnaia e poi ancora Castello.
In questo pentagono irregolore molto orizzontale che ognuno può girarsi come vuole c'è anche l' interland, molto importante.
L'idea di portare le iniziative nel centro che può essere anche storico ma, dal momento che ha cacciato circa 100 mila cittadini residenti, di storico gli sono rimasti solo i monumenti, credo sia o interessata da chi affitta appartamenti al nero o da chi conserva una postazione.
Firenze è tutto il Comune, molto oltre le mura
fatte distruggere dal Poggi per fare i Viali di Circonvallazzione e le case residenziali progettate dai geometri attivi durante Firenze capitale d'Italia
negli anni 1870.
Il Centro per la maggior parte dei fiorentini ancora residenti nel territorio, al momento, non esiste più .
E' diventato una sorta di Florence-Disney. un territorio che ,per ora, non gli appartiene più. Per
una imprenditoriale colonizzazione generale, voluta e realizzata.
Bisogna dare valore alle periferie e farle vivere
con la comunicazione del trasporto urbano. Così comunque vale anche per il Centro del pentagono irregolare di tutto il territorio della città. Non è pensabile la preoccupazione di far vivere un Centro zombie di fronte a una periferia che cerca vitalità. Degli interessi di massonerie e mafie non ci deve assolutamente interessare, ci deve interessare la libertà di movimento, anche di idee, di tutti i cittadini, senza nessuna paura.
Andrea Vannini
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